Lo Flambò / Le Flambeau. Revue du Comité des Traditions Valdôtaines

da | 4 Ottobre 2004 | Monografie specifiche

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Il volume raccoglie gli interventi di tre differenti celebrazioni, avvenute rispettivamente il 15 maggio a Valsavarenche, il 18 ad Aosta e il 22 in occasione di una seduta dell’Académie Saint-Anselme.

Nell’incontro di Valsavarenche, in cui viene presentato al pubblico il lavoro di Giorgio Andrea Pasqui L’attualità di Émile Chanoux nella prospettiva federalista, Roberto Nicco insiste sull’attualità del pensiero chanousiano e sul fatto che in molti casi questo pensiero non sia stato seguito dal legislatore valdostano. Garancini, relatore della tesi di Pasqui, poi rielaborata per la pubblicazione, ricorda come la legge regionale 54/1998 abbia due riferimenti: la Carta europea delle autonomie locali e il pensiero di Chanoux («riconoscimento creativo delle collettività locali come titolari originari di un grappolo di diritti che si suole riassumere come diritti di autonomia»). Lo stesso Garancini sottolinea la distanza tra la legge 142/1990 e il decreto legislativo 267/2000, segnata dal riassorbimento delle autonomie in un «funzionalismo istituzionale e in una burocratizzazione meramente efficientistica».

Nella celebrazione aostana, Joseph-César Perrin, dopo aver sottolineato l’importanza del problema linguistico per la comprensione di Chanoux, propone un excursus sulla scuola valdostana e analizza i testi chanousiani più rilevanti concernenti la problematica scolastica. Nella stessa occasione Roberto Louvin sottolinea come la costruzione ideologica di Chanoux parta dall’individuazione di un’identità valdostana permanente che va difesa e come ogni aspetto della vita umana sia analizzato dal notaio secondo una prospettiva sociale/comunitaria rifiutando l’individualismo e la visione atomistica della società. Egli evidenzia inoltre l’importanza del principio di sussidiarietà tratto dalla dottrina sociale della Chiesa, e la precedenza, in Chanoux, del diritto naturale rispetto a quello storico. Giovanni Maria Flick, che ragiona sulla perdita di importanza nel mondo moderno dei concetti di spazio e tempo – perdita che ha causato confusione nella stessa costruzione del concetto di identità – considera il rapporto tra la Valle d’Aosta e l’Europa «una delle intuizioni più felici e feconde di Émile Chanoux». Ivano Reboulaz, nell’ultima conferenza, organizzata dall’Académie Saint-Anselme, analizza la fede di Chanoux, per il quale i concetti di cattolico e cristiano sono sinonimi, mentre Alexis Bétemps, che osserva come Chanoux facendo politica si occupò di etnografia, denomina il notaio «constructeur de sociétés».

Il numero termina ricordando la trasposizione teatrale del romanzo Chez Jean Rolet ad opera del gruppo Approches e con un Florilège d’écrits di Chanoux.

Informazioni aggiuntive

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Bibliografia ragionata degli scritti su Emile Chanoux

Autore

Comité Des traditions valdôtaines
Comité des traditions valdôtaines  Il Comité des traditions valdôtaines è stato creato il 20 gennaio 1948 da Paul Contoz e dal Colonnello Octave Bé­rard per valorizzare il patrimonio culturale valdostano. Pubblica dal 1953 la rivista "Lo Flabò".

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