Discours. Vallée d’Aoste, 1945-1954

da | 28 Marzo 1998 | Altre monografie

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All’interno di questa selezione di discorsi del politico valdostano si possono individuare tre testi dedicati alla memoria di Émile Chanoux.

Il primo risale al 18 maggio 1946: in questo caso Chanoux viene indicato come «ami, valdôtain, chef» e Caveri insiste non solo sulla visione politica del notaio di Rovenaud, ma anche sulla sua concezione della vita, per la quale parla di pessimismo cristiano. L’autore utilizza spesso delle citazioni perché «trop souvent la pensée de Chanoux a été faussement interprétée dans des buts de propagande» e indica in Chanoux «le meilleur ciment de l’Union Valdôtaine».

Il secondo discorso è stato scritto in occasione degli otto anni della morte di Chanoux e ha una valenza più politica rispetto al primo: se nella prima parte, infatti, viene ancora una volta celebrata la vita del notaio, paragonato a J.-B. de Tillier per la sua capacità di interpretare l’evolversi della storia valdostana, nella seconda Caveri critica i nemici dell’Union Valdôtaine e, in particolare, quelli che reputa essere nemici dell’autonomia (i liberali de “Il Monitore valdostano” e i nazionalisti nascosti dietro al socialismo). 

Nel terzo discorso, di due anni successivo, Chanoux viene ancora una volta definito ami e chef, ma anche guide e conseiller, e Caveri anticipa alcuni concetti che poi riprenderà una decina di anni dopo nelle sue memorie, in particolare per quanto riguarda la duplice natura di Chanoux che viene indicato come uomo d’azione, ma anche sognatore e pensatore. Infine riprende quella concezione della vita già enunciata nel primo discorso per poi lasciare spazio, nella seconda parte, al pensiero di Chanoux e alla sua eredità.

Informazioni aggiuntive

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Bibliografia ragionata degli scritti su Emile Chanoux

Autore

Severino Caveri
Caveri Severino  (Ivrea 1908 – Aosta 1977) Figlio di un prefetto sabaudo, conosce nel 1927 Émile Chanoux, di cui sarà testimone di nozze, ed entra nella Jeune Vallée d’Aoste. Dopo l’armistizio del 1943, si rifugia in Svizzera e, al rientro, è tra i firmatari della richiesta del plebiscito alle Autorità alleate. Tra i fondatori dell’Union Valdôtaine, ne è ininterrottamente Presidente dal 1946 al 1973. Componente del primo Consiglio della Valle d’Aosta, ne diventa Presidente dopo le dimissioni di Chabod, iniziando una carriera politica che lo porterà anche in Parlamento, come deputato. È ancora oggetto di discussione il suo ruolo alla Conferenza di Pace di Parigi, dove la Valle d’Aosta non ottenne la desiderata garanzia internazionale per la propria autonomia. Per saperne di più: René Willien, Séverin Caveri, in Les Cent du Millénaire, Quart, Musumeci, 2000.

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