Monografie specifiche - Ricerca per autore
Martedì, 31 Maggio 2011 00:00

Je te raconte Émile Chanoux

Il testo è una biografia di Émile Chanoux che permette anche ai lettori più giovani di conoscere questo importante personaggio, senza trascurare gli elementi più rilevanti del suo pensiero, come la riflessione sul federalismo, e senza dimenticare alcuni particolari, come ad esempio il dibattito relativo all’inserimento di un riferimento al cattolicesimo nel testo dello statuto della Jeune Vallée d’Aoste.

Pubblicato in Presa Silvana

Il volume si compone di dieci capitoli, cinque dedicati alla ricostruzione della morte di Chanoux e alle vicende ad essa successive e cinque riservati ai processi del dopoguerra.

Gremmo utilizza ampiamente le fonti di parte fascista e mette bene in evidenza aspetti finora trascurati dalla ricerca, quali l’intervento del «celebre antifascista Bassanesi» per chiedere l’apertura di un’inchiesta sulla morte del notaio. Gremmo si sofferma, in particolare, sulle diverse interpretazioni della morte di Chanoux – omicidio volontario, preterintenzionale, suicidio – e privilegia, sulla base del verbale del dibattimento, le conclusioni del giudice Renato Corrado del Tribunale di Torino, il quale propende per il suicidio di Chanoux. Per quanto concerne il dibattito politico, l’autore mette in evidenza soprattutto le strumentalizzazioni delle due parti, separatisti e filo-italiani, seguite alla scomparsa del notaio e rileva come, a seconda dei punti di vista, Chanoux da patriota diventi il leader della fazione favorevole all’annessione alla Francia. 

L’opera di Gremmo si segnala, in particolare, per la riproduzione delle due foto relative al corpo di Chanoux impiccato nella sua cella, pubblicate qui per la prima volta, e per la presenza di alcune testimonianze generalmente dimenticate, come quella del commissario Palamà e del questore Labbro, attraverso le quali cerca di far luce sull’episodio cruciale della morte del notaio e sulle responsabilità delle parti in causa.

Pubblicato in Gremmo Roberto
Mercoledì, 30 Aprile 2008 00:00

Emile Chanoux. L’uomo dietro al mito

Rispetto alle due biografie di Bréan e Dempsey, il lavoro di Goyet risulta meglio strutturato e si può notare un maggiore rispetto delle fonti d’archivio, citate puntualmente in nota. Dal punto di vista contenutistico l’autore prosegue nel solco tracciato dai suoi predecessori, insistendo sulla formazione cattolica di Chanoux, ma mettendo bene in evidenza anche i contrasti con una parte del mondo cattolico valdostano; l’autore approfondisce il momento della guerra e del “periodo francese” con il conseguente travagliato viaggio di ritorno da Chambéry; sospende il giudizio sulla morte del notaio e basa l’intero ultimo capitolo sulla citazione delle diverse fonti relative all’accaduto, volendo, forse, in questo modo, dimostrare come le incertezze siano superiori alle certezze. 

La pubblicazione presenta alcune significative differenze rispetto alla tesi depositata presso il Fondo valdostano del Sistema bibliotecario regionale: in particolare, i capitoli da quattro passano a cinque, in maniera da sdoppiare quello finale e dare maggiore rilevanza all’arresto e alla morte di Chanoux. La bibliografia della tesi – che manca invece nel volume del 2008 – si compone di quattro punti: archivi; opere di Chanoux (ovvero l’edizione degli Écrits del 1994); opere su Chanoux e sulla Valle d’Aosta; opere di carattere generale.
Il volume possiede una cronologia della vita di Chanoux e un indice analitico dei nomi.

 

Pubblicato in Goyet Simon

I due intervistati che citano più frequentemente Chanoux sono Cyprien Roveyaz e, naturalmente, Marie-Céleste Perruchon, la vedova del notaio. 

Giulio Dolchi ricorda semplicemente come fosse noto a tutti che Chanoux era il personaggio più in vista dell’antifascismo valdostano e per questo non considera plausibile un tradimento nell’episodio dell’arresto. 

La Perruchon ricorda, invece, il primo interesse del futuro marito per la politica, lo scontro con don Alphonse Commod, l’amicizia con l’abbé Trèves («uno maestro dell’altro»; «l’idea di federalismo è prima sua che di Émile»), e la parziale delusione per l’incontro di Chivasso. Viene, inoltre, refutata ogni ipotesi di annessionismo

Roveyaz fa riferimento a Chanoux soprattutto per quanto riguarda la sua formazione autonomista (mentre dal punto di vista politico e sociale il suo riferimento fu Stévenin) ed evidenzia la leadership del notaio dopo il salto di quest'ultimo dalla teoria alla pratica e all’organizzazione militare avvenuta dopo l’8 settembre. Anch'egli sottolinea la delusione di Chanoux per la riunione di Chivasso e la ricerca di nuovi alleati (prima la Svizzera, poi la Francia). Passa infine al ricordo dell’arresto, episodio nel quale ebbe un ruolo cruciale dal momento che cercò di avvertire Chanoux dopo le notizie avute da Camillo Renzi circa l’ipotesi di un’azione da parte di Mancinelli. Roveyaz afferma inoltre che il traditore non era di origine valdostana. 

Come riportato dalla Simonetti, dalle interviste emergono due concezioni di opposizione al regime nazifascista in Valle d’Aosta: quella ponderata di Chanoux e quella più impulsiva, di matrice resistenziale di Émile Lexert e Duccio Galimberti. Nella parte finale, Roveyaz lamenta la mancanza di documenti importanti riguardanti la vita del notaio.

Pubblicato in Simonetti Maria Pia

Il testo è strutturato in due parti.
Nella prima parte del volume si può trovare un’ampia sezione dedicata alla vita e alle opere di Chanoux. L’autore ripercorre le tappe principali della vita del notaio di Rovenaud, seguendo soprattutto la versione di Bréan, e pone come spartiacque del suo impegno politico e in seno alla Jeune Vallée d’Aoste la morte dell’abbé Trèves, a partire dalla quale l’associazione culturale guidata da Chanoux si trasforma in un vero e proprio organismo politico i cui primi obiettivi sono la sconfitta del nazifascismo e, conseguentemente la rinascita della Valle d’Aosta. Nella sezione dedicata alle opere, Pasqui cerca di fare emergere il pensiero politico del notaio valdostano, ricordando anche le fonti di ispirazione di Chanoux, che l’autore individua negli scritti di Carlo Cattaneo, nell’eredità morale dell’abbé Trèves e nel cattolicesimo sociale, nell’Unione internazionale di studi sociali di Malines, nel Codice sociale e, infine, nel pensiero di Emilio Lussu. 
Nella seconda parte del volume, invece, Pasqui affronta le tematiche del federalismo e del regionalismo alla luce del dibattito politico sviluppatosi nel corso dei lavori dell’Assemblea costituente. In particolare l’ultimo capitolo analizza alcune norme costituzionali mettendone in evidenza i punti di contatto e le differenze con i nuclei fondanti del pensiero chanousiano. 

Pubblicato in Pasqui Giorgio Andrea

Il racconto biografico viene affrontato facendo parlare i personaggi attraverso i loro testi e le testimonianze delle persone che hanno condiviso le loro esperienze. In particolare, per quanto riguarda Chanoux, le autrici cercano di ricostruire non solo la vita del notaio valdostano, ma anche il suo pensiero attraverso i molteplici scritti, intervallati da un testo-guida per il lettore. Sull’episodio della morte, ricostruito sulla base dello scritto di Bréan e dell’autobiografia di Binel, le autrici affermano che avvenne «in circostanze che rimangono tuttora non completamente chiarite».

Pubblicato in Pramotton Luciana
Lunedì, 01 Gennaio 2001 00:00

Emile Chanoux

La voce dedicata a Chanoux fornisce le indicazioni principali sulla vita del notaio valdostano soffermandosi sulla sua idea di federalismo, «improntato sulle strutture cantonali svizzere», e sulla sua presunta opposizione all’annessione della Valle d’Aosta alla Francia (anche se Chanoux è considerato «non alieno da qualsiasi soluzione suscettibile di assicurare alla Valle un pieno riscatto dal centralismo burocratico e culturale impostole dallo stato italiano»).
Per quanto riguarda le vicende della morte, l’autore opta per l’ipotesi dell’omicidio con successiva simulazione del suicidio in cella.

Pubblicato in Giovana Mario
Lunedì, 31 Luglio 2000 00:00

Emile Chanoux

La voce esordisce con la considerazione secondo cui, dopo la morte di Chanoux «muta il corso della storia valdostana».
Ai dati principali sulla nascita e sulla sua carriera scolastica e professionale, seguono le considerazioni sull’impegno intellettuale del notaio sulle pagine de “La Vallée d’Aoste”, preludio a quell’attività a favore della difesa della lingua francese e della tradizione culturale valdostana a cui Chanoux si dedicherà nel corso di tutta la sua vita. Non viene tralasciato, naturalmente, il rapporto essenziale con l’abbé Trèves, del quale Chanoux raccoglie l’eredità alla guida del movimento autonomista.
Nicco individua nel federalismo la tematica essenziale del pensiero di Chanoux che guarda alla Svizzera come a un modello da seguire e alla valorizzazione dell’individuo attraverso il principio di sussidiarietà come alla strada da percorrere. L’autore cita diverse opere di Chanoux, giungendo nella sua trattazione sino all’incontro di Chivasso e a Federalismo e autonomie. L’episodio controverso della morte è tralasciato, per terminare con alcune considerazioni tratte da un articolo di Émile Proment, Retournons à Émile Chanoux, pubblicato nell’ “Union Valdôtaine”, 86/IV, 15 novembre 1949, pp. 1 e 3.

 

Pubblicato in Nicco Roberto

Si tratta, come afferma lo stesso Bréan nella prefazione, di «notes biographiques», volte a rievocare il pensiero, la battaglia e, infine, la morte del notaio di Rovenaud, notes dalle quali emerge sin dall’inizio l’orientamento espresso nel titolo. 

L’obiettivo principale dell’autore, che redige queste pagine nel corso del 1952, è il ricordo dell’amico e dell’uomo Chanoux. Il primo capitolo è dedicato all’infanzia del personaggio, mentre il secondo e il terzo s’incentrano sulla descrizione del ruolo della fede cattolica nella sua vita, a sottolineare come tutte le sue vicende successive e l’azione politica si incardinino in tale visione della vita. Quest’ultimo punto trova conferma nel capitolo dedicato al federalismo e al pensiero politico di Chanoux; Bréan, infatti, mette in evidenza come il pensiero federalista, che riconosce il diritto di ogni popolo e minoranza all’autodeterminazione, si sposi perfettamente con l’universalismo cattolico o, addirittura, derivi direttamente da esso.
È presente, inoltre, un’appendice scritta da un non meglio identificato «rappresentante» del Partito d’Azione dedicata al pensiero e all’attività politica di Chanoux.

Pubblicato in Bréan Joseph