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Gremmo Roberto

Roberto Gremmo

(Biella 1950)

Biellese di nascita, Roberto Gremmo si iscrive nel 1964, giovanissimo, alla Federazione Giovanile Comunista divenendo quasi subito membro della segreteria provinciale e della Commissione per la storia del PCI biellese, con Pietro Secchia. Nel 1966 si dimette per aderire alla Lega dei Comunisti marxisti-leninisti d'Italia. Dal gennaio del 1968 all'estate del 1969 pubblica a Biella il mensile “La Voce Comunista”, unico periodico maoista in Piemonte. Sin da giovane si dedica all'insegnamento nella scuola primaria.
Nel 1973 fonda insieme alla moglie Anna Sartoris “Alp”, il primo giornale d'ispirazione autonomista ed indipendentista piemontese.
Alla metà degli anni Settanta, contemporaneamente alla collaborazione con Umberto Bossi, Gremmo inizia a maturare idee autonomiste. Nel 1977 fonda il movimento Arnàssita Piemontèisa, che assunse successivamente il nome di Union Piemontèisa.
Nel 1981 inizia a pubblicare con Marcello Braccini “La Fattoria degli Animali”, periodico che affronta i casi di comunisti italiani vittime di persecuzioni staliniste. Nel 1985, viene eletto consigliere alla Provincia di Torino. Poco dopo ottiene un seggio anche al consiglio comunale di Santhià, carica da cui successivamente si dimette. Nel 1988 viene eletto alle elezioni regionali della Valle d'Aosta, nel 1989 diventa consigliere comunale a Bussoleno e nel 1990 viene eletto al consiglio comunale di Torino.
Gremmo è un prolifico storico locale e un ricercatore della storia dei movimenti anarchici, comunisti e socialisti del Novecento italiano. Una peculiarità della sua ricerca storica consiste nella conduzione della stessa attraverso un uso massiccio di documenti frequentemente inediti. (fonte: wikipedia, visitato il 21/04/2015).

Principali opere:
Montanari contro il tricolore: l'insorgenza valdostana del 1853 e l'opposizione popolare a Cavour, Biella, Storia ribelle, 2005;
Il separatismo in Valsusa: la missione "Escartons" e il "Groupe anciens dauphinois" (1945-1946), Biella, Elf, 1995;

 

Il volume si compone di dieci capitoli, cinque dedicati alla ricostruzione della morte di Chanoux e alle vicende ad essa successive e cinque riservati ai processi del dopoguerra. Gremmo utilizza ampiamente le fonti di parte fascista e mette bene in evidenza aspetti finora trascurati dalla ricerca, quali l’intervento del «celebre antifascista Bassanesi» per chiedere l’apertura di un’inchiesta sulla morte del notaio. Gremmo si sofferma, in particolare, sulle diverse interpretazioni della…